giovedì 26 giugno 2008

venerdì 20 giugno 2008

PIETRO CASCELLA IL MAGO DELLA PIETRA

L'ARTE ITALIANA E MONDIALE PERDE UN SUO PROTAGONISTA

PIETRO CASCELLA











E' scomparso pochi giorni orsono uno dei più grandi scultori contemporanei :Pietro Cascella, abruzzese di nascita( come tutta la sua famiglia) infatti era nato a Pescara in Abruzzo il 2 febbraio 1921, ma attualmente viveva con la moglie in Toscana a Pietrasanta, dove è morto 18 maggio scorso.
E' grazie al padre Tommaso, al fratello Andrea ed al nonno Basilio, che Pietro si interessa immediatamente di pittura.A ppena il dopoguerra prende parte a soli 22 anni alla Biennale di Venezia e la Quadriennale di Roma.A Roma nel 1938 dove pratica l'Accademia di Belle Arti ed assieme al fratello inizia a lavorare sulla ceramica.Nel 1956 assieme a Sebastian Matta affronta la tematica del surrealismo.Dedica tutta la sua arte alla lavorazione della pietra, e le sue opere sono sempre delle masse levigate, aspre con accenni cubisti e di purismo geometrico.Viveva da tempo con la moglie,Cordelia Von den Steinen, a Fivizzano, nel Castello della Ferrucola in Provincia di Massa Carrara.

ALCUNE OPERE:

Monumento ai martiri di Auschwitz - lager di Auschwitz

Arco della Pace - Tel Aviv

Omaggio all'Europa - Strasburgo

Monumento a Giuseppe Mazzini - Milano

Sole e Luna - Riad

Bella Ciao - Massa

Cento anni di Lavoro - Parma (stabilimento barilla)

Monumento a Due Carabinieri caduti - Monteroni D'Arbia

La Nave - Pescara

Agorà - Chieti (università)


Monumento della via Emilia - Parma


La porta della Sapienza - Pisa

L'ara del Sole - Ingurtosu (Sardegna)

Teatro della Germinazione - Parco Nazionale d'Abruzzo

La fontana della città di Chiavari La fontana per la Baraclit - nel Casentino

Monumento ai Caduti di Marcinelle - Manoppello

Toro - Pontedera

martedì 17 giugno 2008

IL GUERRIERO DA CAPESTRANO

La statua, con le gambe spezzate, fu rinvenuta casualmente nel 1934, durante dei lavori agricoli per l'impianto di una vigna nella località "Cinericcio" di Capestrano (L'Aquila). I successivi scavi, riportarono alla luce una necropoli con alcune tombe e corredi funerari, datati tra il VII e il IV secolo a.C., altri frammenti della statua, che ne permisero più tardi il restauro, il copricapo, intagliato separatamente, ma sicuramente pertinente per la corrispondenza tra l'incasso centrale e una sporgenza realizzata sulla piatta superficie della testa. Venne inoltre rinvenuto anche il torso di un'altra statua femminile, con ricchi ornamenti. La statua si trova oggi nel Museo Archeologico Nazionale d'Abruzzo, a Chieti.




domenica 15 giugno 2008

Pasolini

"L'Italia sta marcendo in un benessere che è egoismo, stupidità, incultura, pettegolezzo, moralismo, coazione, conformismo.

Non occorre essere forti per affrontare il fascismo nelle sue forme pazzesche e ridicole:occorre essere fortissimi per affrontare il fascismo come normalità, come codificazione, direi allegra, mondana, socialmente eletta, del fondo brutalmente egoista di una società.

Non esiste solo il potere che si esercita nelle decisioni, ma anche un potere meno visibile che consiste nel fatto che certe decisioni non sono neanche proposte, perché difficili da gestire o perché metterebbero in questione interessi molto stabili.

La grande differenza tra i valori proclamati e i valori reali della società, l'omologazione, fanno pensare veramente a una società totalitaria. Quello che importerà nel futuro sarà il comportamento della più grande forza mai conosciuta: la massa omologata dei consumatori, la stragrande maggioranza degli esseri umani, non più l'ingegno delle élites culturali o l'attività sana dei politici.

L'identikit di questo volto ancora bianco del nuovo Potere attribuisce vagamente ad esso dei tratti "moderati", dovuti alla tolleranza e a una ideologia edonistica perfettamente autosufficiente; ma anche dei tratti feroci e sostanzialmente repressivi: la tolleranza è infatti falsa, perché in realtà nessun uomo ha mai dovuto essere tanto normale e conformista come il consumatore; e quanto all'edonismo, esso nasconde evidentemente una decisione a preordinare tutto con una spietatezza che la storia non ha mai conosciuto.

Dunque questo nuovo Potere non ancora rappresentato da nessuno e dovuto a una «mutazione» della classe dominante, è in realtà - se proprio vogliamo conservare la vecchia terminologia - una forma "totale" di fascismo.

Ma questo Potere ha anche "omologato" culturalmente l'Italia: si tratta dunque di un'omologazione repressiva, pur se ottenuta attraverso l'imposizione dell'edonismo e della "joie de vivre".

Una visione apocalittica, certamente, la mia. Ma se accanto ad essa e all'angoscia che la produce, non vi fosse in me anche un elemento di ottimismo, il pensiero cioè che esiste la possibilità di lottare contro tutto questo, semplicemente non sarei qui, tra voi, a parlare".

Pier Paolo Pasolini, 1960

Carmen